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Insediamenti locali Passionisti
S. Paolo della Croce ( Daneo ) nacque ad Ovada ( AL ) il 3 gennaio 1694. La famiglia abitò anche a Cremolino, Tagliolo e Campoligure, poi ritornò a Castellazzo Bormida, luogo di antica origine dei Daneo. Nella casa abitata dalla famiglia, fu posta una lipide con la scritta: “ Questa casa appartenne alla famiglia Danei. Qui abitarono dal 1709 al 1721 S. Paolo della Croce e il suo ven. fratello P. Giambattista. Il Municipio ne pose questa memoria. MDCCCLXXV “ .
S. Paolo lasciò un’impronta inuguagliabile in questo paese, con la chiarezza della sua vocazione, compì il periodo di quaranta giorni nella celletta di S. Carlo ove ebbe le esperienze mistiche raccolte nel Diario e vi compose le Regole. Qui iniziò l’ apostolato della predicazione, la direzione spirituale, la corrispondenza epistolare e riunì il primo gruppo di amici ( i poveri di Gesù ) da cui deriveranno poi le comunità passioniste.
Lasciò Castellazzo nel 1722 per stabilire la nuova Congregazione in luoghi sotto giurisdizione del Papa.
la sede dei Passionisti a Castellazzo Bormida (AL) vista dal campanile della chiesa di S.Carlo
la sede dei Padri Passionisti a Castellazzo Bormida (AL)
la chiesa di S. Martino chiesa antica, romanico – gotica, poi ristrutturata in epoca barocca. Al tempo di S. Paolo era ufficiata dai Padri Agostiniani. Ospita la tomba della famiglia Daneo, il padre Luca e la madre Anna Maria Massari
Eretto nel 2006 per ricordare perennemente la fondazione della Congregazione in questo luogo. Raffigura S. Paolo in atto di scrivere le Regole. L’artista è stato il Signor Enrico Pasquale (nato a Durlo di Crespadoro nel 1974).. Si tratta di una composizione marmorea che riproduce il S. Paolo della Croce come è raffigurato nel quadro venerato nella storica celletta di S. Carlo, con tavolino, materiale scrittorio, brocca e pane e il Santo in atteggiamento di scrivere la S. Regola.
S. Stefano - Probabilmente il più antico oratorio di Castellazzo. Tra i Rettori vi fu uno zio di S.Paolo : Don Cristoforo Danei. Qui Paolo abitò dal 25 gennaio 1721 fino alla primavera del 1722, con suo fratello, costituendo la prima comunità storica dei Passionisti. Fu la base del suo apostolato finché fu a Castellazzo.
La celletta Qui S. Paolo si ritirò per quaranta giorni, componendo la Regola ispirazionale dei Passionisti e redigendo il suo Diario spirituale, capolavoro di spiritualità mistica.E’ il luogo più sacro per la famiglia passionista.
l'Oratorio di S. Antonio, sede della Confraternita di S. Antonio Abate di cui S. Paolo fu' Priore
S. Carlo - La prima pietra fu benedetta il 27 luglio 1631. Era ufficiata dal clero diocesano.Il marchese Pallavicini di Genova, godeva dello jus patronatus all’altare della Madonna del Carmine. Nella sacrestia, Paolo rinunciò all’eredità dello zio Don Cristoforo. Qui accanto è la celletta ove S. Paolo visse dal 22 novembre 1720 al 1° gennaio 1721. In questa chiesa, nella quaresima del 1721, Paolo fece confluire la gente del paese ad ascoltare le sue ferventi prediche. Era ancora laico.
Crocifisso in S. Antonio - Inalberando questo crocifisso, Paolo animò processioni penitenziali nella quaresimo 1721, accompagnato dai suoi amici della Confraternita di S. Antonio, da schiere di ragazzi e da numerosissimo popolo.
Romitorio di Trinità da lungi - Edificata intorno al 1130, a circa 3 km dal paese, è monumento nazionale . Qui S.Paolo fece l’esperienza di eremita per circa 15 giorni : 10 – 25 gennaio 1721
interno S.S. Trinita' da Lungi
S. Maria - Sorta circa il 950, molto più piccola dell’attuale, al tempo del dominio dei Franchi. Gravemente danneggiata dall’alluvione del 1647, ricostruita, incendiata dai francesi nel 1651, nuovamente ristrutturata. Fu officiata dai Padri Serviti dal 1443 fino alla soppressione napoleonica. Fu la parrocchia di S. Paolo, che qui ricevette la Cresima col fratello Giambattista il 23 aprile 1719..
Crocifisso di S. Maria - Considerato miracoloso per non essersi bruciato nell’incendio del 1651.
Molto venerato ai tempi di s. Paolo.
Diego Menoncin, cp - Castellazzo Bormida
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